JOBS ACT E MUTUI

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01 luglio 2016

A un anno dall’approvazione del Jobs Act, gli esperti del portale di comparazione online SuperMoney, si sono interrogati sulle ripercussioni della Riforma del Lavoro sulla concessione dei mutui prima casa.

Un giovane under 30 assunto con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti come può comprare casa?

Pe rispondere a questa domanda sono stati interpellati un gruppo di istituti bancari e finanziarie, gli unici a poter fornire risposte con cognizione di causa. A questi è stato chiesto, in particolare, di fornire una media della liquidità concessa rispetto all’LTV (Loan to Value, ovvero il rapporto tra il mutuo concesso dalla banca e il valore dell’immobile acquistato) e i principali costi necessari per aprire un mutuo prima casa.

 

Il target di riferimento analizzato è stato quello di un giovane con un’età compresa fra i 25 e i 30 anni, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e con una RAL pari a 25.000€ e prendendo, come campione, una proprietà abitativa con un costo pari a 200.000€ (costo in linea con la media nazionale del mercato immobiliare).

Dallo studio è emerso che, purtroppo, anche a fronte di una Riforma del Lavoro volta a facilitare i giovani, gli istituti di credito concedono ancora solo il 50% del valore della proprietà immobiliare desiderata e, il restante 50%, resta a carico del giovane mutuario. Si tratta quindi di una richiesta sicuramente ancora eccessiva per molti lavoratori under 30 a meno che, come solito, non intervenga il cosiddetto garante. Infatti, solo in presenza del fideiussore, molte banche si tranquillizzano e sono più propense a concedere una liquidità maggiore.

In conclusione, si può dunque affermare che comprare casa per i giovani d’oggi è ancora un’impresa ardua e che il Governo dovrà impegnarsi ulteriormente per cercare nuovi strumenti di finanziamento e garantire alle nuove generazioni maggiori tutele.

 

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JOBS ACT E MUTUI ultima modifica: 2016-07-01T14:21:24+00:00 da ADHR - Agenzia per il Lavoro